Dal 28 settembre al 4 ottobre Città Falpe – Opificio Zappa, a Erba, entra nella trama della Lake Como Creativity Week 2026. Un’occasione per mettere in relazione creatività, impresa, cultura e quel saper fare artigiano che vogliamo continuare a trasmettere alle nuove generazioni.
Il tema dell’edizione 2026 della Lake Como Creativity Week, “Threads of Creation – Trame della Creatività”, parla di fili che si incontrano: competenze, persone, imprese, arte, formazione e nuovi linguaggi.
Per Falpe è un tema particolarmente significativo.
Perché la storia di Città Falpe è fatta proprio di fili che attraversano epoche differenti e continuano a intrecciarsi.

Città Falpe – Opificio Zappa a Erba, uno dei luoghi della Lake Como Creativity Week 2026.
Dalla filanda alla fabbrica contemporanea
L’Opificio Zappa nasce nell’Ottocento come filanda, in un territorio nel quale il tessile e il lavoro manifatturiero hanno contribuito profondamente allo sviluppo economico e sociale.
Nel corso del tempo gli spazi hanno cambiato funzione e accompagnato nuove attività. Qui è cresciuta anche la storia di Falpe, fatta di artigianato, produzione, serramenti, protezione solare e soluzioni sviluppate attraverso esperienza, tecnica e capacità di adattarsi.
Oggi continuiamo a immaginare questo luogo come una fabbrica.
Ma una fabbrica contemporanea, capace di produrre non soltanto manufatti e soluzioni, ma anche cultura, incontri, formazione e contaminazioni.
È da questa visione che nasce Città Falpe.

Un luogo produttivo che attraversa le generazioni continuando a trasformarsi.
Mostrare alle nuove generazioni cosa può essere oggi l’artigianato
Aprire questi spazi alla Lake Como Creativity Week significa anche raccontare il mondo dell’artigianato a chi dovrà costruirne il futuro.
Troppo spesso il lavoro artigiano viene ancora immaginato attraverso mestieri e modelli appartenenti al passato.
La realtà che viviamo ogni giorno è molto diversa.
Essere artigiani nel 2026 significa conoscere materiali e tecniche, utilizzare nuovi strumenti e tecnologie, confrontarsi con progettazione, architettura e design e affrontare ogni intervento come un problema che può richiedere una soluzione differente.
Significa soprattutto avere la possibilità di vedere concretamente il risultato delle proprie capacità.
Per questo crediamo sia importante avvicinare le nuove generazioni al saper fare.
Non soltanto per trasmettere un mestiere, ma per mostrare che nell’artigianato possono esistere opportunità di lavoro, crescita professionale ed espressione personale.

Didascalia: Tecnica, esperienza, manualità e capacità di trovare soluzioni: il lavoro artigiano contemporaneo.
Il saper fare nel 2026: quando la persona fa la differenza
Cosa significa essere artigiani nel 2026?
Per noi significa lavorare in un mondo nel quale tecnologia, strumenti digitali, nuovi materiali e automazione aumentano le possibilità dell’uomo, ma non sostituiscono il valore del suo saper fare.
Nel lavoro artigiano ogni persona porta qualcosa di proprio.
C’è chi sviluppa una particolare sensibilità per i materiali, chi diventa estremamente preciso, chi impara a leggere velocemente un problema, chi trova una soluzione dove apparentemente non c’è, chi acquisisce manualità e chi riesce a immaginare prima ancora di realizzare.
Sono competenze che si imparano, si allenano e si trasmettono. Ma nel tempo diventano anche personali.
È qui che l’artigianato conserva una caratteristica profondamente contemporanea:
il valore del lavoro non dipende soltanto da ciò che una persona esegue, ma da ciò che progressivamente impara a saper fare.

Didascalia: Il saper fare si apprende, si allena e, con l’esperienza, diventa personale.
Una competenza che si costruisce
Entrare oggi nel mondo artigiano significa costruire una propria competenza.
Osservare chi ha più esperienza.
Imparare una tecnica.
Sbagliare e capire perché.
Conoscere materiali e strumenti.
Incontrare nuove tecnologie.
Affrontare problemi mai identici ai precedenti.
E, un lavoro dopo l’altro, diventare capaci di trovare la propria soluzione.
Per questo il saper fare non appartiene soltanto alla storia dell’artigianato.
È una possibilità per il lavoro del futuro.
In un mondo nel quale molti processi diventano standardizzati e automatizzati, possedere una competenza concreta, saperla evolvere e riuscire a metterla al servizio di problemi reali rappresenta una possibilità di crescita professionale e anche di espressione personale.
Il sapere passa. Il saper fare evolve.
Una realtà artigiana come Falpe vive proprio di questo continuo passaggio.
L’esperienza di chi conosce il mestiere incontra la curiosità di chi entra oggi. Le tecniche consolidate incontrano nuovi strumenti. La manualità incontra tecnologia, progettazione e automazione.
Per questo, quando pensiamo alle persone che potranno entrare domani nel mondo Falpe, non pensiamo semplicemente a qualcuno a cui insegnare come svolgere una mansione.
Ci interessa incontrare persone che abbiano voglia di costruire il proprio saper fare.
Persone motivate a dimostrare ciò di cui sono capaci, ma abbastanza umili da osservare, ascoltare e continuare a imparare. Curiose di conoscere nuove tecniche, materiali e soluzioni e attente a ciò che possono apprendere dall’esperienza degli altri.
Perché essere artigiani non significa sapere già fare tutto.
Significa avere la curiosità di chiedersi, ogni volta:
“Come posso farlo meglio?”

Il sapere si trasmette. Ogni nuova generazione lo apprende, lo interpreta e lo fa evolvere.
La Lake Como Creativity Week entra in Città Falpe
È anche attraverso questa visione che Città Falpe – Opificio Zappa partecipa alla Lake Como Creativity Week 2026.
Durante la settimana ospiteremo due appuntamenti che raccontano da prospettive differenti il rapporto tra creatività, persone, impresa e territorio.
2 ottobre – Gorilla Lilla.art for LCCW
L’arte contemporanea incontra gli spazi della fabbrica attraverso il percorso di Gorilla Lilla.art.
Mostre, opere, architettura industriale e persone diventano parte di un’esperienza nella quale l’arte esce dai luoghi tradizionali e incontra una fabbrica ancora viva.
3 ottobre – Filanda della Creatività
La Filanda della Creatività sarà dedicata quest’anno al futuro della moda e della filiera tessile, mettendo in relazione giovani, artigiani, imprese, formazione e realtà del territorio.
E proprio in una filanda dell’Ottocento torneremo così a parlare di tessile guardando non soltanto alla sua storia, ma soprattutto al suo futuro.


Threads of Creation – Trame della Creatività: Città Falpe entra nel calendario diffuso della Lake Como Creativity Week 2026.
Il filo che unisce passato e futuro
All’interno di Città Falpe passato e futuro convivono quotidianamente.
Lo raccontano gli spazi dell’antica filanda, le attività di Opificio Zappa, le lavorazioni Falpe e il M.A.F.Oz – Museo Artigiano Falpe Opificio Zappa, dove macchine, attrezzi, prodotti e documenti conservano la memoria di un sapere costruito nel tempo.
Ma conservare questa memoria ha senso soprattutto se diventa uno strumento per andare avanti.
Non vogliamo raccontare con nostalgia come lavoravano gli artigiani di ieri. Vogliamo contribuire ad accendere la curiosità degli artigiani di domani.
Persone capaci di imparare da chi le ha precedute e, allo stesso tempo, di introdurre nuove competenze, tecnologie, materiali e idee.
È forse questa una delle trame più importanti che possiamo continuare a tessere.
Il sapere si trasmette.
Il saper fare diventa personale.
L’artigianato evolve.
Una fabbrica che produce.
Un luogo che trasmette competenze.
Generazioni diverse che imparano l’una dall’altra.
Questo è il mondo che stiamo costruendo in Città Falpe.
E dal 28 settembre al 4 ottobre sarà anche una delle trame della Lake Como Creativity Week 2026.

Didascalia: Città Falpe: impresa, artigianato, cultura e creatività nello stesso luogo.

