E’ un’intervista speciale, quella che vi presentiamo oggi. Leggendola, ci siamo resi conto di aver percorso in queste prossime righe che desideriamo condividere, circa gli ultimi 20 anni della nostra vita e con essa la vita della nostra azienda storica Falpe.
Ed è speciale, per noi, questa intervista perchè mai prima d’ora avevamo avuto l’occasione di raccontarci così tanto in profondità. Condividere il nostro percorso, i passi compiuti e le scelte intraprese all’interno della nostra azienda, fin da quando, poco più che ragazzi, ancora studenti, in modo appassionato tentavamo di capire come progettare il nostro “futuro artigiano”.
E’ stata curata da Ylenia Galluzzo ed è pubblicata sull’edizione del mese di Aprile de “L’Artigiano Comasco” , l’organo di informazione mensile di Confartigianato Imprese Como.
Potete leggerla qui: Intervista sul sito Confartigianato Como
Scarica qui l’intervista: edizione digitale de L’Artigiano Comasco
E’ con piacere che vi presentiamo: La storia della “Città Falpe”
Formarsi e cambiare per crescere e diventare sempre più competitivi. La storia della “Città Falpe” ha radici lontane e una voglia indomita di miglioramento continuo e di riposizionamento sul mercato.
Ripercorriamo, insieme ai due titolari: Giorgio ed Enrico Zappa, la crescita e lo sviluppo dell’impresa erbese Falpe specializzata in infissi di design, per interni ed esterni.
1 – Come e quando nasce l’idea di creare la “città Falpe” e che cosa rappresenta oggi?
La nascita della `Città Falpe, città dell’Artigianato di Eccellenza` è uno dei sogni di nostro padre, fondatore di FALPE, Giuseppe Zappa. Già dagli anni settanta, infatti, nostro padre promuoveva la sua lungimirante idea con manifesti pubblicitari -diventati poi famosi e iconici-che riportavano unicamente la scritta: “Questa è la Città FALPE”, una scritta bianca su fondo verde che campeggiava ai quattro ingressi della Città di Erba. Un concetto che già all’epoca intendeva valorizzare l’artigianalità e l’eccellenza artigiana, all’interno della nostra sede storica, l’Opificio Zappa di Erba, un contesto unico, che da sempre è luogo della produzione, del lavoro e dell’artigianato, che negli anni noi due fratelli abbiamo deciso di rendere anche luogo in cui si respirano arte, cultura e condivisione.
E’ nata così, poco prima del 2010, l’idea di recuperare e riconvertire parte degli spazi della nostra storica Filanda di Erba, destinandoli a funzioni diverse dalla nostra attività artigianale, ma collegate e soprattutto coerenti, all’idea di impresa artigiana che vogliamo portare avanti.
Dopo alcuni anni di studio e di meticoloso lavoro per recuperare gli ambienti della nostra trecentenaria Filanda, siamo riusciti nell’intento di dare vita ad un luogo che prevede spazi espositivi, lavorativi e di svago, utili a portare nella nostra azienda artigiana la cultura in varie forme.
Al contempo si è creata una realtà culturale vera e propria: grazie alla nascita dell’ ”Associazione Culturale Opificio Zappa”, è stato possibile organizzare e inaugurare la prima mostra d’arte e da allora continuiamo ad ospitare presentazioni culturali, rassegne artistiche ed abbiamo ideato un format chiamato “Racconto artigiano” in cui presentiamo alcune tra le storie che riteniamo più interessanti e creative del nostro mondo, quello artigiano.
Al primo piano dell’Opificio c’è una zona dedicata al lavoro condiviso. Abbiamo portato il coworking all’interno di un’impresa artigiana con l’intento di poter offrire spazi di lavoro a professionisti giovani. Il Cowork, per come lo abbiamo sempre inteso, è un mix di spazi per liberi professionisti, ma anche soprattutto per artigiani. Per loro cerchiamo sempre di allestire lo spazio più adatto per l’esigenza che ci viene presentata, rinnovando sempre gli ambienti.
Oltre il Cowork, il “Co-Study”. Abbiamo infatti dato vita al primo “Costudy” del triangolo lariano. Questa idea, maturata nei nostri anni universitari, si è sviluppata da un naturale confronto con i giovani della città di Erba che, all’epoca, non avevano un luogo dover poter studiare e preparare i propri esami. Abbiamo pensato che offrire ai giovani la possibilità di studiare, all’interno degli spazi della nostra azienda fosse un modo per aiutarli e allo stesso tempo far comprendere loro il valore della condivisione e l’importanza della realtà artigiana a cui apparteniamo, in modo che potessero vederla e viverla da vicino e magari avvicinarvisi con altri occhi, al termine degli studi.
Non solo studio, lavoro e spazi per l’arte, ma dalla mia passione per la musica: Opificio ON-AIR, un luogo per gli artigiani della musica, dove abbiamo ospitato e organizzato serate di musica live in versione jam session: una sera a settimana offrivamo, per chi aveva voglia di suonare, il “palco” live in Opificio. Abbiamo poi creato una sala prove insonorizzata, rigorosamente realizzata artigianalmente a mano da noi, che offriamo ai gruppi della zona per fare le proprie serate di prova.
E’ proprio grazie all’attività culturale dell’Associazione Culturale Opificio Zappa che sono nate e abbiamo contribuito a sostenere, molte attività collaterali e iniziative sia culturali che formative – Opificio Academy- e anche diversi progetti sociali e sportivi sul territorio erbese.
2 – Quanto è stato importante, nella storia della vostra impresa artigiana, il voler sempre investire nella formazione?
Sul fronte della formazione potrà sembrare retorico, ma non lo è affatto, abbiamo sempre posto una grande attenzione. L’Opificio Academy testimonia la nostra costante e naturale volontà nel volerci formare e nel voler acquisire competenze trasversali, per completare la nostra preparazione.
Abbiamo una mamma professoressa che ci sempre stimolati e ci ha trasmesso l’importanza della formazione. Abbiamo trasferito la volontà di essere sempre aggiornati e preparati anche nella nostra vita aziendale.
Sul fronte della formazione un ruolo sicuramente importante è dato dal confronto con il sistema Confartigianato, in particolare con il Gruppo Giovani che ha sempre promosso e organizzato corsi formativi e di crescita su vari livelli.
Essere formati e preparati è fondamentale per poterci consentire di rendere la nostra azienda artigiana sempre più competitiva, in un mercato in continua evoluzione e dove la competizione, specie nel nostro settore, si gioca proprio sulla preparazione e sulla professionalità anche manageriale.
Abbiamo sempre pensato che essere artigiani significhi non solo saper lavorare, ma soprattutto saper gestire al meglio la nostra azienda ed è proprio grazie al Sistema Confartigianato che negli anni abbiamo avuto la possibilità di intraprendere percorsi di formazione fondamentali per noi. Già nel 2011, grazie ad un corso formativo che frequentammo, abbiamo acquisito molte competenze in ambito gestionale e abbiamo introdotto l’attività di controllo di gestione nella nostra azienda. Tale competenza ci ha permesso di tenere sempre “sotto controllo” l’andamento della nostra attività.
Poi nel 2017, Giorgio Zappa ha partecipato alla prima edizione di “Confartigianato Academy”, il corso di specializzazione organizzato presso la SDA Bocconi di Milano, specifico per imprenditori di aziende artigiane che ha rappresentato un vero salto di qualità anche nella nostra formazione e gestione aziendale.
Oggi, grazie al percorso formativo “Equipaggiarsi al futuro” che stiamo seguendo, percorso che il Gruppo Giovani e il Movimento Donne hanno proposto a Confartigianato Como e che l’Associazione ha fatto suo, riusciamo a confrontarci e ad accrescere costantemente le nostre competenze.
3 – A partire dagli anni 2000, la vostra impresa ha iniziato una fase di cambiamento radicale. Viene realizzato il primo showroom, si investe in una rinnovata immagine aziendale e nasce il vostro sito internet. Perché queste scelte?
Possiamo dire (a posteriori) che a partire dagli anni 2000 è iniziata la nostra fase di passaggio generazionale. Forse senza nemmeno che ce ne accorgessimo all’epoca. Come la maggior parte dei figli di artigiani, la nostra presenza in azienda è sempre stata una costante fin da piccoli, ma con l’avvicinarsi della conclusione del nostro percorso di studi, la presenza si è sempre fatta più frequente e assidua. Nei primi anni 2000, entrambi passando dalle scuole superiori all’università, iniziavamo a supportare sempre di più l’attività di nostro padre e naturalmente cercavamo di ritagliarci il nostro spazio nell’azienda per sentirla anche nostra e per rinnovare gli aspetti che a noi sembravano essere sempre più importanti.
Tra le prime attività che affrontammo ci fu lo studio e l’analisi della nostra immagine, per poterla rendere più in linea con quello che percepivamo essere il nostro settore di appartenenza, quello dei serramenti e tapparelle.
Abbiamo sempre avuto il desiderio di provare a migliorarci ed è così che abbiamo iniziato a trasformare anche i nostri ambienti di lavoro, passando dai classici laboratori di produzione e magazzini, alla creazione di uno spazio anche espositivo. Era un’esigenza che avvertivamo molto forte, perché ci accorgevamo che quando facevamo le fiere, riuscivamo a presentare i prodotti che producevamo meglio di come facessimo nella nostra sede ed ottenevamo risultati soddisfacenti.
Al contempo pensavamo che fosse arrivato il momento che anche un’azienda artigiana si evolvesse verso quello che vedevamo essere il futuro del nostro settore, allestendo spazi adeguati alla clientela in cui mostrare i prodotti e le soluzioni che potevamo fornire. Sebbene allora fossero poche le realtà artigiane che avevano anche un’esposizione, per noi era il momento di realizzarla.
Abbiamo creato un’immagine coordinata della nostra azienda, anche attraverso lo studio di un logo e dei materiali di comunicazione che rappresentassero meglio quello che facevamo, cioè non solo produzione di tapparelle, ma anche serramenti e porte e allo stesso tempo abbiamo iniziato a lavorare per creare il nostro primo sito internet. L’anno seguente, alla Mostra dell’Artigianato di Erba, presentammo il nostro nuovo sito web Falpe.
4 – Dopo la vostra “rivoluzione tecnologica” interna, cosa è cambiato nel vostro posizionamento sul mercato?
A questa domanda ci sentiamo di rispondere con una sola parola: TUTTO.
E’ cambiato tutto per due motivi, il primo perché di fatto avevamo completato il passaggio generazionale al 100% e quindi ci eravamo inseriti in azienda in modo totale, avevamo la responsabilità piena delle azioni e delle decisioni che assumevamo e il secondo motivo è che stava cambiando completamente il nostro mercato e quindi bisognava studiare e attuare delle strategie nuove con cui presentarsi ai clienti.
Creare un posizionamento sul mercato che fosse coerente alla nostra strategia aziendale, è stato un lavoro complesso e importante, in particolare per un’azienda artigiana come la nostra, che passava dalla prima alla seconda generazione.
Sono tanti i fattori che contribuiscono a realizzare il successo (o l’insuccesso) di questa operazione.
Bisogna riuscire ad allineare e definire tanti fattori: l’organizzazione, la comunicazione, le procedure, il target dei clienti, i collaboratori, tutto deve essere coerente con l’idea che si vuole raggiungere e questa è stata, ed è tutt’ora, una sfida molto impegnativa e stimolante.
5 – Non vi siete fermati. Nel 2016 avete iniziato a lavorare al progetto CASA FALPE. Di cosa si tratta e perché è un prodotto innovativo?
L’idea è nata da un’intuizione, certamente nulla però accade per caso e se siamo arrivati a dare vita a questo progetto, è stato per il risultato di un processo naturale di sviluppo di ciò su cui stavamo lavorando da tempo. Negli anni ci siamo specializzati nella realizzazione di interventi di sostituzione e fornitura di Serramenti, Porte e Tapparelle domotiche, per clienti privati in abitazioni residenziali. In questo target di clientela troviamo il nostro naturale mercato a cui proporre le nostre soluzioni e i prodotti di fascia alta, che abbiamo da sempre scelto di trattare.
E’ da queste basi che in un momento molto significativo per la nostra azienda, a cavallo tra il 2016 e il 2017 mio fratello ed io abbiamo avvertito l’esigenza di fermarci un attimo, per confrontarci su ciò che volevamo realizzare con la nostra azienda. Un confronto che era anche un modo per provare a tracciare una strada da seguire negli anni successivi, verso cui orientare la nostra azienda e i nostri sforzi.
Il progetto “Casa Falpe” nasce così: attorno a questo abbiamo deciso di orientare la nostra mission aziendale, quella di “Migliorare il benessere e il comfort abitativo dei nostri clienti, trasformando un’abitazione in una “Casa Falpe“. Attraverso infissi interni ed esterni di design, di alta qualità, tecnologicamente innovativi e smart”.
Fu per noi una vera e propria rivoluzione, la prima dopo il passaggio generazionale e la scomparsa di nostro padre. Questa scelta ci ha dato stimoli e coraggio anche per cambiare diversi aspetti nella nostra organizzazione.
E l’occasione migliore per presentare questo nostro nuovo e ambizioso progetto aziendale quale fu? Quella di portare la nostra storica azienda artigiana di tapparelle nel cuore pulsante del design mondiale, partecipando all’edizione del “Fuori Salone” di Milano nel 2017, dove mio fratello Enrico da solo seppe guidare un team di amici-artigiani con i quali allestì un intero padiglione in Via Tortona a Milano e dove le insegne di Casa Falpe, campeggiavano insieme a brand internazionali e blasonati.
Fu un’iniziativa pazzesca e molto stimolante, resa speciale dalla cooperazione e collaborazione di altre realtà artigiane, designer, florovivaisti che insieme a noi parteciparono a questo fantastico progetto.
6 – Quanto è importante, per tendere al miglioramento continuo, il ruolo della formazione?
Possiamo dire che ci sentiamo costantemente “affamati” e cerchiamo di sfruttare ogni occasione che ci capiti per poterci confrontare, formare ed accrescere le nostre competenze. Crediamo sia una cosa innata e la ritroviamo in molti colleghi artigiani, con cui nasce sempre un ottimo confronto proprio sul tema della necessità di avere una formazione continua.
Essere imprenditori artigiani è del resto un ruolo molto avvincente e molto complesso, bisogna essere sempre preparati su diversi fronti ed è naturale, quindi, essere orientati a volersi migliorare di continuo.
Del resto nella nostra impresa artigiana, come nella maggior parte delle realtà dei nostri colleghi artigiani, sono proprio le persone, a volte solo le persone, che possono fare la differenza dell’azienda stessa. Avere la fortuna o la possibilità di collaborare con persone che condividono la volontà di migliorarsi, può fare davvero tutta la differenza per le nostre imprese.
7 – Quale consiglio date agli artigiani che in questo momento si trovano in difficoltà?
Preferiamo ricevere consigli, in particolare ascoltando quelli di colleghi artigiani con più esperienza di noi. Ci si rende conto sempre dopo di quanto siano preziosi e importanti i consigli di chi ha già affrontato un pezzo di strada più lungo e tortuoso del tuo.
Il momento che stiamo affrontando è molto faticoso per tutti e per alcuni colleghi lo è ancora di più, in questi momenti, la vicinanza e la partecipazione ad una Associazione come la Confartigianato può rappresentare un’importante occasione di supporto e di condivisione.
A tutti i colleghi artigiani va il nostro incoraggiamento a non demordere e a perseverare e a credere nella forza delle proprie idee e della propria impresa artigiana.
FALPE è un’impresa naturalmente rivolta al futuro, allo sviluppo, con l’intento di crescere e migliorarsi sempre, cercando le migliori sinergie, proponendo nuove soluzioni e prodotti innovativi. Giorgio ed Enrico Zappa si prefiggono sempre nuove sfide da perseguire nel loro percorso di artigiani innovativi. “E’ il piacere di scorgere tra le moltitudini di finestre di una città, un prodotto nato nella nostra amata “Città Falpe!”, che ci stimola a cercare il miglioramento continuo.”- affermano i due titolari.
Siamo contenti ed anche orgogliosi di esserci raccontati sulle pagine di Confartigianato Como che ringraziamo per questa occasione, perchè ripercorrendo le tappe del percorso fin qui intrapreso, si percepisce molto chiaramente come diversi momenti significativi della nostra vita aziendale li abbiamo saputi affrontare anche grazie al supporto della nostra Associazione.
Le occasioni di continua formazione imprenditoriale, di confronto e le esperienze di crescita vissute con la Confartigianato segnano costantemente il nostro percorso personale e di imprenditori artigiani, contribuendo in modo netto allo sviluppo delle nostre capacità e della nostra azienda artigiana.
Chi l’ha detto che cultura e mondo del lavoro non possono convivere? Ai più scettici basta citare un esempio: l’Opificio Zappa.
Una realtà dinamica e giovane, situata all’interno di una filanda di Arcellasco. In un ambiente unico, originale e accogliente, gestito dall’omonima assaciazione, convivono i giovani che presto faranno il loro ingresso nel mondo del lavoro con i meno giovani che nel mondo del lavoro si sono già tuffati e hanno deciso di lavorare fianco a fianco per rafforzare la loro appetibilità.
“Festeggiamo cinque anni di vita con l’Associazione Opificio Zappa e siamo felici del nostro percorso -spiega Micaela Fumagalli, presidente dell’Associazione Culturale Opificio Zappa– Anche quest’anno riproporremo i corsi di lingue, grafiche, fotografia e chitarra che negli anni scorsi hanno ricevuto ampi consensi. Nel frattempo, continuano i tavoli linguistici dove i partecipanti hanno la possibilità di migliorare le conoscenze delle lingue. E gli studenti che si associano possono frequentare i nostri ambienti per studiare in uno spazio unico”.
Enrico Zappa, co-founder e manager dell’Opificio Zappa, parla degli aspetti positivi dell’esperimento coworking: “Qui da noi convivono piccoli artigiani: abbiamo Simone Minonzio (creatore di gioielli), Stefania Ferrante (agente di viaggi), Paola Maggioni (trattamenti Shiatsu) e di recente è stata da noi Jezabelle Cormio, di Londra, che ha partecipato per due anni consecutivi alla “Settimana della Moda” di Milano. Grazie al restyling dei nostri spazi, in nostro “mondo” potrebbe ampliarsi.
Annualmente in FALPE accogliamo decine di studenti e studentesse che svolgono presso la nostra azienda la loro esperienza di alternanza scuola-lavoro. Per molti di essi si tratta della loro prima esperienza lavorativa, un vero banco di prova per confrontarsi con la realtà che in pochi anni dovranno sapere gestire e affrontare nel loro percorso di crescita professionale. FALPE offre a loro la possibilità di lavorare sia nella sezione produttiva vera e propria dell’azienda di serramenti, porte e tapparelle che nello spazio culturale Opificio Zappa ideato e realizzato all’interno della sede storica di Erba-Como.
Questa peculiarità permette quindi a studenti di differenti percorsi scolastici e con differenti competenze di esprimere le loro capacità e le loro attitudini all’interno di un contesto artigianale. Il mondo dell’artigianato e in particolare il connubio tra FALPE e Opificio Zappa permette di incontrare e far incontrare studenti del liceo umanistico con allievi degli istituti professionali, ragazzi e ragazze del liceo scientifico con quelli degli istituti tecnici, studenti di grafica con alunni dell’istituto turistico, creando un vero e proprio melting pot.
Tra questi studenti c’è Lucrezia Sammartino, 15 anni, studentessa del secondo anno dell’istituto Castellini indirizzo grafica, audio e video di Como, a lei abbiamo affidato l’idealizzazione e la realizzazione del progetto “LA MIA ESPERIENZA SCUOLA-LAVORO”.
“In questo video mi sono concentrata sui ragazzi e ragazze ospitati in queste ultime settimane, chiedendo loro di raccontarmi la loro esperienza di lavoro in FALPE e/o Opificio Zappa, la loro scuola di provenienza, i loro desideri per il futuro e come hanno vissuto a contatto con l’azienda e con i colleghi. Per ottenere il risultato finale che avevo in mente, ho voluto girare l’intervista sfruttando il set fotografico che abbiamo in azienda in modo da avere un luogo neutro che facesse risaltare gli studenti. Il montaggio l’ho eseguito con il programma IMovie, tagliando le varie interviste in piccoli spezzoni e montandoli secondo una sequenza studiata. Sono nati due video: il primo video prevalentemente in bianco e nero che riguarda l’intervista vera e propria, mentre il secondo, voluto dall’azienda per ringraziare gli studenti, interamente a colori, riprende i making of dell’intervista.”
Godetevi il video!
Non prendete impegni per il 19 giugno! o al massimo per 5 minuti!
Uscirà un nuovo video sui nostri canali Facebook e Youtube ed un articolo sul blog del nostro sito dedicato ai nostri ragazzi che hanno passato la loro esperienza scuola-lavoro in Falpe e in Opificio Zappa e ve lo spiegano nel video che uscirà il 19 giugno 2018. Il giorno dopo uscirà, 20 giugno, il dietro delle quinte del video originale.
Oggi vi presento uno dei progetti che ho seguito personalmente durante la mia esperienza di alternanza scuola-lavoro svolta in FALPE. Si tratta di una mini campagna pubblicitaria per i social network aziendali, in particolare il profilo Instagram di Falpe che abbiamo chiamato “Dipingi la tua casa con FALPE”.
Ho osservato il lavoro della nostra azienda e mi sono resa conto che non capitava quasi mai che un cliente scegliesse e ordinasse un prodotto uguale a quello scelto dal cliente predente o successivo. Ogni cliente desiderava avere una prodotto o un colore personalizzato, che rendesse unica la propria casa. E’ così che mi è nata l’idea di realizzare una mini campagna pubblicitaria pubblicata sui nostri social. Ho voluto trasmette il messaggio che chiunque con FALPE ha la possibilità di rendere la propria casa unica a seconda dei propri gusti , scegliendo tra i numerosi prodotti della gamma FALPE e tra le infinite combinazioni di colori disponibili.
In questo progetto ho voluto trasmettere la bellezza dei colori, mescolando i nostri prodotti, come tapparelle, serramenti, zanzariere, porte, persiane con l’arte. Incastonando come vere opere d’arte i prodotti FALPE in una cornice dallo stile molto forte, così che fosse più immediato il paragone con un quadro, un ‘opera d’arte appunto.
Per realizzare questa campagna ho collaborato con un’altra studentessa presente in azienda in questo periodo, ho scattato le foto del prodotto e della mano che lo sostiene, su un limbo bianco nel set fotografico presente in azienda negli spazi dedicati all’Opificio Zappa e ho poi trasferito le foto sul computer e modificate con Photoshop. L’ultimo passaggio che ho seguito è stata la pubblicazione sui social, cercando il miglior orario per condividerle e impostando la pubblicazione ogni giorno sul nostro profilo Instagram.
Qui sotto trovate alcune foto del progetto “Dipingi la tua Casa con FALPE”. Per chi avesse curiosità di vederle tutte, potete visitare i nostri profili social, Instagram, Facebook, Twitter.
Lucrezia Sammartino
Studentessa Alternanza Scuola Lavoro Aprile-Giugno 2018
Fra pochi minuti, nella sede della nostra azienda, grazie al lavoro dei ragazzi e delle ragazze dell’Associazione Culturale Opificio Zappa riapriranno i portoni di legno che racchiudono la seconda edizione diArtinzone Pt.2.
FALPE+FALPELab, anche quest’anno promuove e sostiene i #giovani e l’#arte, con la convinzione che lo sviluppo e la crescita della nostra azienda nonché della nostra società possa avvenire solo grazie allo stimolo che i giovani sanno offrire e al valore aggiunto che la cultura ci può dare. Vi invitiamo perciò, clienti, amici, fornitori, partner e curiosi a far visita ad #artinzona: SECONDA EDIZIONE! #Falpe #èunmododivivere
…..
Ma che cos’è #artinzona?
~#artinzona è un progetto ambizioso nato da un gruppo di ragazzi che sentono il bisogno, attraverso i propri lavori, farsi conoscere.
#artinzona è un modo divertente di imparare, per lo più cose che a scuola non insegnano.
~#artinzona è un modo per conoscere meglio chi espone.
~#artinzona è solo l’inizio!
Più nello specifico #artinzona è una mostra collettiva che accoglierà artisti tra i 16 ed i 30 anni. Vi saranno scultori, pittori, fotografi e non solo, riuniti tutti nello stesso complesso, Opificio Zappa!
Nelle giornate della mostra potrete partecipare a:
●Venerdi 29 aprile: vernissage con tanto di aperitivo dalle ore 19.00
●sabato 30 aprile: serata dedicata completamente alla mostra
●domenica 1 maggio: aperitivo dalle ore 19.00
●lunedi 2 maggio: serata in presenza “gruppo giovani avis erba”
●martedì 3 maggio: serata degli universitari
●mercoledì 4 maggio: serata di poesie illustrate con la partecipazione di Domenico Emanuele Spagnuolo
Come l’edizione passata vedrete in diretta la crescita e lo sviluppo della mostra, dunque stay tuned, e questa volta non mancate!
Emozione e orgoglio. Questi gli stati d’animo con cui descriviamo l’inaugurazione di questa sera alla mostra omaggio a Luciano Francesconi alla Triennale di Milano.
Emozione, perché arrivare alla Triennale, entrare nel Palazzo dell’Arte, accolti da uno striscione alto quanto tutta la facciata e guardando tra i cartelloni delle mostre in corso, vedere a chiare lettere i loghi FALPE e OPIFICIOZAPPA, non può che suscitare una vera emozione.
Orgoglio, perché solo pochi istanti dopo l’inaugurazione comprendi il vero valore del progetto a cui hai lavorato e di cui fai parte a pieno titolo.
Il nostro progetto #ArtandCraft sta per mostrarsi a tutti, nelle sale sapientemente allestite da Ombretta Nai e da Francesca Fadalti, all’interno di quel polo culturale internazionale che produce mostre, convegni ed eventi di arte, design, architettura, moda, cinema, che è La Triennale di Milano
Come si può non essere emozionati ed orgogliosi di essere parte di tutto questo!!
E poi il bello comincia qui.. Un’atmosfera unica, vignette in carne ed ossa che si aggirano tra le nostre cornici rosse che consentono a tutti di ammirare le opere realizzate da un geniale Luciano Francesconi.
Foto, sorrisi, chiacchere, complimenti e vignette, la soddisfazione del lavoro la scorgi negli occhi di tutti noi del team FALPE e OPIFICIOZAPPA.
E infine anche la gradita sorpresa di ricevere i compimenti da un visitatore d’eccezione, Giorgio Forattini che con la moglie ha visitato la mostra e con estrema disponibilità si é fermato per qualche foto insieme a tutti noi.
Riprendendo un modo di dire che abbiamo noi in FALPE, questa sera possiamo dire che “anche la Triennale è una Città Falpe”
leggi dal sito del: Corriere della Sera, Corriere della Sera Arte e Cultura, La Triennale di Milano